Trekking

Passo della Raticosa - Monte Canda

Lo scorso autunno la regione Emilia Romagna ha inaugurato l’Alta Via dei Parchi, un bellissimo itinerario di quasi 500 chilometri che attraversa tutto l’Appennino Settentrionale partendo da Berceto (Parma) fino al Parco di Sasso Simone e Simoncello (Rimini). Con questa proposta ho intenzione di farvi gustare un piccolo pezzo di questo lungo itinerario: il tratto che sale su Monte Canda.

Partenza dal Passo della Raticosa

Si parte dal Passo della Raticosa (siamo già in Toscana) a 968 metri slm. Lasciata l’auto nell’ampio piazzale di fronte allo Chalet, vediamo già le frecce che ci indicano quale direzione prendere. Si parte sul lato sinistro dello chalet della Raticosa e si percorre un piccolo crinale seguendo il segnavia del CAI 801. Dopo circa 200 metri dallo chalet il sentiero prosegue ritto puntando il Monte Canda. Sulla destra invece c’è un altro sentiero che è la Bologna-Firenze che prosegue in discesa verso Pietramala, ma che noi ignoriamo. Il sentiero sale abbastanza ripido e un po’ scivoloso se lo percorrete dopo una giornata di pioggia; in alcuni tratti rovinato dal passaggio delle moto. Vi consiglio di prenderlo con calma e di fermarvi ogni tanto a riposare, tanto la vetta non è lontana. Il sentiero resta tutto nel bosco e sulla nostra destra a salire troviamo ampie distese di Abete bianco o Pini di Lawson. Dopo circa una mezzoretta di cammino si arriva in vetta dove si aprono ampie praterie, che in questo periodo offrono una moltitudine di fioriture. Il sentiero prosegue lungo questi prati a volte non sempre visibile a causa dell’erba alta, ma basta seguire sempre il crinale.

In cima al Monte Canda

Giunti sulla cima, molto ampia e con grandi prati, il panorama è veramente mozzafiato. A est vediamo tutta la valle dell’Idice fino alle porte di Bologna, e il crinale tra l’Idice ed il Diaterna. Verso nord riusciamo a intravedere Monte Adone, Loiano e Monghidoro. A ovest l’Alpe di Monghidoro, Monte Beni, e scendendo verso sud, il passo della Futa, Monte Gazzaro e Faggio all’Ombrellino, l’Osteria Bruciata e il Passo del Giogo. Verso sud, sotto di noi un burrone di circa un centinaio di metri ci fa vedere la zona del Peglio, di Poggio Tignoso, con il nuovo impianto eolico, e sullo sfondo tutta la catena del crinale denominato 00. Firenzuola non si vede perché rimane nella conca, ma sopra svetta Monte Coloreta. Nelle giornate un po’ limpide, sempre verso sud, si vede anche Monte Falco e il Falterona.

Rientro al Passo della Raticosa

Dopo esserci fermati un po’ di tempo sulla cima, piano piano si prosegue lungo il crinale fino ad arrivare ad un bivio dove si gira secco a sinistra e si inizia la discesa. Il sentiero prosegue nel bosco con alcuni ampi giri; in alcuni tratti bisogna prestare bene attenzione e guardare il segnavia bianco e rosso. Scendendo a volte è possibile incontrare mucche al pascolo. Senza correre ed agitarsi passare tranquillamente, loro ci vedono molto più grandi e sono abbastanza tranquille. In una mezzoretta dalla vetta si arriva sulla provinciale che va dal Passo della Raticosa a Piancaldoli. Noi dobbiamo prendere a sinistra e rientrare al passo della Raticosa (purtroppo facendo l’asfalto). La provinciale non è molto trafficata e ci sono ampi spazi a bordo strada. L’anello è di circa 7 chilometri e prendendosela con molta calma in due ore e mezza si fa il giro.

Nei dintorni: Monte Rocca e il Sasso di San Zanobi

Se avete voglia di fare altre due passi, da lì si può raggiungere Monte Rocca, un affioramento fatto a cono che vi vede proprio sotto la Raticosa. Ripresa l'auto, non lontano da qui (circa 4 km) lungo la provinciale verso Piancaldoli troviamo Il Sasso di San Zanobi, un ofiolite caratteristico che vi consiglio di andare a vedere. La leggenda narra che San Zanobi, Vescovo di Firenze a cavallo tra il IV e V secolo, durante la campagna di evangelizzazione di queste zone, accettasse la sfida del diavolo, su chi riuscisse a portare più lontano un enorme masso. San Zanobi vinse la sfida portando il masso nella posizione dove lo vedete attualmente e sconfisse così il demonio. Se rientrate verso Bologna vi consiglio di fermarvi a pranzo all'Hotel Kristall a Monghidoro dove potrete gustare degli ottimi piatti.

 

A cura di Stefano Lorenzi.
Tratto da Valli Bolognesi, Appennino Slow, estate 2013.

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La carta dei luoghi di cui parla l'articolo:

 Laghi di Suviana e Brasimone

06BO Laghi di Suviana e Brasimone

Alte valli del Savena, Setta e Limentra

Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, Alto Carigiola, Alta Valle del Santerno, Passo della Raticosa

Dal Lago di Suviana al Passo della Raticosa

Barberino di Mugello, Camugnano, Cantagallo, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Firenzuola, San Benedetto Val di Sambro, Vernio, Lago di Suviana, Lago Brasimone, Passo della Raticosa, Passo della Futa, Lago di Castel dell'Alpi

 


 

Category: Trekking 5 years ago
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