Ambiente
Camomilla

Il suo polline è stato trovato anche nella mummia del faraone Ramsete II, per Maria era l’Erba del buon sonno in grado di placare le mamme che non riescono ad addormentarsi.

Ricordo che la Camomilla è stato il primo fiore a conquistarmi. Quando lo vidi per la prima volta, pensai fosse una margherita. Qualcuno mi invitò ad annusarla e il suo profumo m’avvolse come un abbraccio materno, gentile, forte e deciso.

Il simbolo a lei attribuito, di “Servizio e Sottomissione” deriva da una leggenda ricorrente nei racconti della memoria antica e popolare. La leggenda narra di Gesù Bambino, Maria e Giuseppe che, in cammino verso l’Egitto, cercano di sfuggire all’ordine di Erode di uccidere il Messia. Stanchi ed affannati giunsero presso un’oasi; Maria, esausta, si abbeverò ad una pozza d’acqua sul cui bordo crescevano fiori simili a margherite. Gesù fece un cenno e i capolini e i petali di Camomilla si staccarono dal gambo e caddero nella ciotola in cui la madre stava bevendo. La bevanda fu in grado di calmare l’angoscia del cuore e ristorare le membra di Maria. Gesù benedisse la Camomilla dicendo: “D’ora in poi sarai la pianticella che placherà le mamme quando sono nervose e non riescono ad addormentarsi; sarai chiamata Erba del Buon Sonno”.

L’importanza simbolica di questo fiore è conosciuta fin dalla notte dei tempi. Si è scoperto, infatti, che nell’imbottitura della mummia del faraone Ramsete II erano presenti tracce del suo polline, probabilmente per propiziare ed infondere forza e calma nel viaggio di passaggio verso l’Aldilà. Da sempre è consigliata da naturalisti e medici. Dioscoride (I secolo d.C.) la raccomandava per le sue proprietà emmenagoghe (favorenti la mestruazione), confermate anche dalla fitoterapia moderna. Le sue funzioni terapeutiche aiutano a rinforzare la muscolatura dell’utero. Questo è ciò che racconta il suo stesso nome (Camomilla Matricaria): “Matricaria”, deriva da “Matrix”, che significa “Utero” e da “Mater” cioè “Madre”. Il nome italiano di “Camomilla” deriva dal tardo latino “Chamomilla”, a sua volta adattamento dal greco: “Khamaimelòn”, dall’avverbio “Chamain”, “A terra” e per estensione “Piccolo” o “Nano” e da “Melòn”, cioè “Mela”; dunque “Piccola Mela” per il profumo dei fiori simili a certi pomi di mela selvatica. In lingua spagnola il significato tradotto è “Manzanilla” cioè “Melettina”.

La pianta della Camomilla appartiene alla famiglia delle Composite ed è molto aromatica. Ama la luce, predilige i prati, i bordi dei sentieri ed i terreni poveri, sabbiosi ed argillosi. Dal seme caduto a terra in autunno germina per prima la rosetta basale con foglie finemente incise che resiste all’inverno. Ai primi calori primaverili cresce velocemente in un ciuffo filiforme ed arricciato di un verde brillante con numerosi capolini. L’intera pianta è aerea, trasparente, ramificata ma non fitta, ed ogni rametto termina con un capolino color bianco e oro, il cui ricettacolo bombato racchiude “una goccia d’aria”.

Nonostante sia filiforme e sottile, la pianta è particolarmente compatta, spessa, turgida. La fioritura manifesta ardore pacato, come se fosse una fiamma di un fuoco dolce e debole al contempo. Tra i suoi maggiori costituenti troviamo: olio essenziale (alfa-bisabololo), flavonoidi (apigenina, luteolina), cumarine e polisaccaridi. Ben documentata è la sua azione antinfiammatoria e spasmolitica, a livello della mucosa gastrica e duodenale, attribuita all’assunzione sinergica della componente lipofila dell’olio essenziale e a quella idrofila del gruppo dei flavonoidi. Ha inoltre attività antibatterica ed antiulcera specifica, in grado di prevenire danni da stress ed alcaloidi. La Farmacopea Ufficiale comprende una monografia scientifica relativa al fiore di camomilla ed una relativa all’estratto secco ad alto titolo di principi attivi. Quest’ultimo è una valido aiuto naturopatico per la prevenzione e la cura di numerose affezioni del tratto digestivo, fra cui gastriti, coliti, esofagiti, ulcera peptica, infettiva o tossica, derivante da alcol, farmaci come FANS, chemioterapia, ecc. Per quanto riguarda la gentile Camomilla, proprio per la tenacia terapeutica in essa presente, per alcuni soggetti risulta non ben tollerata a livello gastrico o addirittura responsabile di reazioni allergiche. Raccomando, quindi come sempre, di fare riferimento ad un professionista per i consigli riguardanti i tempi di assunzione, posologia, qualità del prodotto e/o del principio attivo.

La Camomilla, dunque, è un rimedio antico ma quanto mai efficace in questi nostri tempi difficili.

 

Testo di Claudia Filipello
Tratto da Nelle Valli Bolognesi, Primavera 2015
 
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